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                              Non esistono distanze, ma solo posti diversi in cui ritrovarsi.
Italia chiama Brasile. Italia chiama Brasile.
E bene sì, sono dall’altro lato dell’Oceano, a 10.000 km dall’ultimo post, dopo 4 mesi di silenzio.
Un blog è più silenzioso di una pagina bianca di diario che ti aspetta. Non ha spazi bianchi, mali crea quando decidi di riempirli.
Pian piano compariranno racconti degli ultimi densissimi due mesi paulisti, insieme a interviste somministrate ad “anziani” e “giovani” dello Psicodramma Brasiliano.
Anche se felicemente infettata dal virus bahiano della “calma”, la vita scorre comunque più veloce delle dita sulla tastiera, quindi finora ho vissuto a pieno, prima di fermarmi e dedicarmi nuovamente a voi.
Sono stati 4 mesi di fine e inizio, di saluti pre-partenza e d’arrivo. Un passaggio, un filo invisibile che prende man mano più consistenza e che si prepara ad essere percorso per…tutta la vita? Può darsi. Sicuramente per un altro tempo, forse non previsto, ma sentito e sperato.
Sono sotto un altro cielo e sopra nuove acque.
Torno con un albero che porta o riporta a Itaca, nuova o antica che sia. In fondo ognuno di noi, forse, ne possiede più di una.
Un albero con rami che significano legami, persone, luoghi, traguardi e partenze, battiti di cuore, di cui uno, al centro, iniziato nell’Oceano di Bahia, che ha attraversato le acque, pronto per tornare dall’altra parte.
Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò in un altro Blog… :)
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga,  fertile in avventure e in esperienze.  I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere,  non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.  In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,  ne’ nell’irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.  Che i mattini d’estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta:  negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,  va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante.  Soprattutto, non affrettare il viaggio;  fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.  Itaca ti ha dato il bel viaggio,  senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.  Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.
Kostantin Kavafis, 1902

                              Non esistono distanze, ma solo posti diversi in cui ritrovarsi.

Italia chiama Brasile. Italia chiama Brasile.

E bene sì, sono dall’altro lato dell’Oceano, a 10.000 km dall’ultimo post, dopo 4 mesi di silenzio.

Un blog è più silenzioso di una pagina bianca di diario che ti aspetta. Non ha spazi bianchi, mali crea quando decidi di riempirli.

Pian piano compariranno racconti degli ultimi densissimi due mesi paulisti, insieme a interviste somministrate ad “anziani” e “giovani” dello Psicodramma Brasiliano.

Anche se felicemente infettata dal virus bahiano della “calma”, la vita scorre comunque più veloce delle dita sulla tastiera, quindi finora ho vissuto a pieno, prima di fermarmi e dedicarmi nuovamente a voi.

Sono stati 4 mesi di fine e inizio, di saluti pre-partenza e d’arrivo. Un passaggio, un filo invisibile che prende man mano più consistenza e che si prepara ad essere percorso per…tutta la vita? Può darsi. Sicuramente per un altro tempo, forse non previsto, ma sentito e sperato.

Sono sotto un altro cielo e sopra nuove acque.

Torno con un albero che porta o riporta a Itaca, nuova o antica che sia. In fondo ognuno di noi, forse, ne possiede più di una.

Un albero con rami che significano legami, persone, luoghi, traguardi e partenze, battiti di cuore, di cui uno, al centro, iniziato nell’Oceano di Bahia, che ha attraversato le acque, pronto per tornare dall’altra parte.

Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò in un altro Blog… :)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis, 1902


  1. postato da temperaturambiente

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