TEMPERATURAMBIENTE


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Come “noi” vediamo il Mondo

"Se consideriamo la nostra esistenza e i nostri sforzi, rileviamo subito che tutte le nostre azioni e i nostri desideri sono legati all’esistenza degli altri uomini e che, per la nostra stessa natura, siamo simili agli animali che vivono in comunità.

Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell’esistenza degli altri individui.

Ognuno di noi è su questa terra per una breve visita; egli non sa il perché, ma assai spesso crede di averlo capito. Non si riflette profondamente e ci si limita considerare un aspetto della vita quotidiana; siamo qui per gli altri uomini: anzitutto per coloro dal cui sorriso e dal cui benessere dipende la nostra felicità, ma anche per quella moltitudine di sconosciuti alla cui sorte ci incatena un vincolo di simpatia. Ecco il mio costante pensiero di ogni giorno: la vita esteriore ed interiore dipende dal lavoro dei contemporanei e da quello dei predecessori; io devo sforzarmi di dar loro, in eguale misura, ciò che ho ritenuto e ciò che ancora ricevo. Sento il bisogno di condurre una vita semplice e ho spesso la penosa consapevolezza di chiedere all’attività dei miei simili più di quanto non sia necessario. Mi rendo conto che le differenze di classe sociale non sono giustificate e che, in fin dei conti, trovano il loro fondamento nella violenza; ma credo anche che una vita modesta sia adatta a chiunque, per il corpo e per lo spirito.”

Einstein, “Come io vedo il mondo”

Clicca qui per leggere il Testamento spirituale di A. Einstein


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100 post!

100 post!


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App per iPad: imparare idiomas with fun!

Per bambini dai 9 agli 11 anni, per imparare attraverso il gioco: un app per iPad in portoghese, italiano, spagnolo e inglese.

Ho curato traduzione e revisione…ma la voce in inglese è di…can you guess? :)

+ Info: CrossWords Island


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Conoscete Amit Goswami? Vale la pena ascoltarlo…e cercare altro sul meraviglioso mondo dell‘“Attivismo Quantico”!

Qui un altro link interessante…da leggere.

http://www.fisicaquantistica.it/


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Segnalo una serie di documentari molto interessanti: “Il Mondo secondo i Brasiliani”.

É sempre affascinante come uno straniero racconta un Paese dopo un anno o piú, superando piccoli o grandi problemi, preconcetti, illusioni, ecc.

Qui si parla dell’Italia, di Roma, di storia, di arte e cibo…ma in portoghese!

L’ho trovato interessante e veritiero (eccetto pancetta invece di porchetta e Giacomo Bruno invece di Giordano :P)…quindi eccolo qua!


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Un giorno, lo specchio

Dal film: "Un tocco di zenzero"

“Nella vita esistono due tipi di viaggiatori, quelli che guardano la mappa e quelli che guardano lo specchio. Quelli che guardano la mappa sono in partenza, quelli che guardano lo specchio stanno tornando a casa.”

“Se per qualche ragione dovessi tardare, ricordati di guardare le stelle, ovunque tu sia. Lassù, nel cielo, ci sono cose che possiamo vedere, ma ci sono anche cose che non possiamo vedere. Parla sempre delle cose che gli altri non possono vedere. Alla gente piace ascoltare le storie di cose che non possono vedere. Lo stesso vale per il cibo: a qualcuno importa se non si vede il sale, quando il cibo è saporito?”


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A galinha que quase virou águia…

E…”A ÁGUIA QUE (QUASE) VIROU GALINHA”

de Rubem Alves

Era uma vez uma águia que foi criada num galinheiro. Cresceu pensando que era galinha. Era uma galinha estranha (o que a fazia sofrer). Que tristeza quando se via refletida nos espelhos das poças d’água tão diferente! O bico era grande demais, adunco, impróprio para catar milho, como todas as outras faziam. Seus olhos tinham um ar feroz, diferente do olhar amedrontado das galinhas, tão ao sabor do amor do galo.

Era muito grande em relação às outras, era atlética. Com certeza sofria de alguma doença. E ela queria uma coisa só: ser uma galinha comum, como todas as outras.

Fazia um esforço enorme para isso. Treinava ciscar com bamboleio próprio. Andava meio agachada, para não se destacar pela altura. Tomava lições de cacarejo.

O que mais queria: que seu cocô tivesse o mesmo cheiro familiar e acolhedor do cocô das galinhas. O seu era diferente, inconfundível. Todos sabiam onde ela tinha estado e riam.

Sua luta para ser igual a levava a extremos de dedicação política. Participava de todas as causas. Quando havia greve por rações de milho mais abundantes, ela estava sempre na frente. Fazia discursos inflamados contra as péssimas condições de segurança do galinheiro, pois a tela precisava ser arrumada, estava cheia de buracos (nunca lhe passava pela cabeça aproveitar-se dos furos para fugir, porque o que ela queria não era a liberdade, era ser igual às outras, mesmo dentro do galinheiro).

Pregava a necessidade de uma revolução no galinheiro. Acabar com o dono que se apossava do trabalho das galinhas. O galinheiro precisava de nova administração galinácea. (Acabar com o galinheiro, derrubar as cercas, isso era coisa impensável. O que se desejava era um galinheiro que fosse bom, protegido, onde ninguém pudesse entrar – muito embora o reverso fosse “de onde ninguém pudesse sair”).

Aconteceu que, um dia, um alpinista que se dirigia para o cume das montanhas passou por ali. Alpinistas são pessoas que gostam de ser águias. Não podendo, fazem aquilo que chega mais perto. Sobem a pés e mãos, até as alturas onde elas vivem e voam. E ficam lá, olhando para baixo, imaginando que seria muito bom se fossem águias e pudessem voar.

O alpinista viu a águia no galinheiro e se assustou.

- O que você, águia, está fazendo no meio das galinhas? Ele perguntou.

Ela pensou que estava sendo caçoada e ficou brava.

- Não me goza. Águia é a vovozinha. Sou galinha de corpo e alma, embora não pareça.

- Galinha coisa nenhuma, replicou o alpinista. Você tem bico de águia, olhar de águia, rabo de águia, cocô de águia. É ÁGUIA. Deveria estar voando… E apontou para minúsculos pontos no céu, muito longe, águias que voam perto dos picos das montanhas.

- Deus me livre! Tenho vertigem das alturas. Me dá tonteira. O máximo, para mim, é o segundo degrau do poleiro, ela respondeu.

O alpinista percebeu que a discussão não iria a lugar nenhum. Suspeitou que a águia até gostava de ser galinha. Coisa que acontece freqüentemente. Voar é excitante, mas dá calafrios. O galinheiro pode ser chato, mas é tranqüilo. A segurança atrai mais que a liberdade.

Assim, fim de papo. Agarrou a águia e enfiou dentro de um saco. E continuou sua marcha para o alto da montanha.

Chegando lá, escolheu o abismo mais fundo, abriu o saco e sacudiu a águia no vazio. Ela caiu. Aterrorizada, debateu-se furiosamente procurando algo a que se agarrar. Mas não havia nada. Só lhe sobravam as asas.

E foi então que algo novo aconteceu. Do fundo de seu corpo galináceo, uma águia, há muito tempo adormecida e esquecida, acordou, se apossou das asas e, de repente, ela voou.

“Lá de cima olhou o vale onde vivera. Visto das alturas ele era muito mais bonito. Que pena que há tantos animais que só podem ver os limites do galinheiro!”


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4º Congresso Internazionale di Sociodramma

Il sogno di J. L. Moreno, il sogno di molti di noi: la Sociatria, la cura della Societá.


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Una donna ad un uomo

Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore. Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo. Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro. Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo; se puoi ballare pazzamente e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani. Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera. Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima. Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia. Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni. Se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza. Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo o mio e continuare a gridare all’argento di una luna piena: SI! Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai, mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due, e fare quel che si deve fare per i bambini. Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui, voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me e non retrocedere. Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove, voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto. Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso, e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti vuoti.

Scritto da un’indiana della tribù degli Oriah, 1890


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Il Cerchio

Tutto ciò che il Potere del Mondo fa, lo fa in circolo. Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle. Il vento, quando è più potente, gira in turbini. Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perché la loro religione è la stessa nostra. Il sole sorge e tramonta sempre in circolo. La luna fa lo stesso, e tutt’e due sono rotondi. Perfino le stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima. La vita dell’uomo è un circolo, dall’infanzia all’infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove. Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che noi covassimo i nostri piccoli.

Alce Nero (Heaka Sapa)
(1863-1950)
Sioux Oglala


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"Da quando ho conosciuto l’arte, questa cella è diventata una prigione"

Cassio (Cosimo Rega)


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Rei-Ki

Solo per oggi.

Non ti arrabbiare.

Non ti preoccupare.

Sii riconoscente.

Lavora onestamente.

Sii gentile con tutti gli esseri viventi di tutti i mondi.

Solo per oggi, proprio oggi e ogni giorno di questa vita.

Mikao Usui


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21 dicembre 2013, Comunitá DANDARA

Sociodramma Mondiale Simultaneo
"Cosa posso fare per me, la mia famiglia, la mia cittá, il mio paese, il mio mondo?"
…E per la mia comunitá?

Palavras finais: organização, união, paz, luta, alegria, tolerância, construção, fé, muita fé, respeito, comunidade.

Agradeço a todos que tornaram  possível este momento de grandes emoções e reflexões importantes:

meu marido Gustavo que apoia todas as minhas lutas, que fotografou e que capinou com os moradores da DANDARA;

Graça e o IMPSI que me apresentam sempre pessoas e lugares interessantes para eu continuar a minha missão aqui numa nova Terra;

Flávia, Lu e Helder pela perseverança, a coragem e a força que dirigem a luta deles;

os moradores de DANDARA, guerreiros, grandes exemplos de vida;

os participantes do sociopsicodrama, como sempre grande mestres de novos conhecimentos e novas reflexões;

o SMS que juntou a energia do mundo inteiro em um único fuso horário, com um único objetivo: lembrar que todos nós somos hospedes nesta Terra e que temos o dever de deixa-la melhor para as gerações futuras.


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